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Il Vizietto
Vi ricordate il vizietto? Non è solo il titolo di un famosissimo e spassoso film datato 1978 con un adorabile isterico Michel Serrault e un irriverente Ugo Tognazzi, ma pare che il Vizietto, la moda tutta Italiana di interpretare (vedi aggirare) le regole, sia espatriata con successo.
Ma come? Dove? Chi? Al tempo: parliamo di un innovatore, uno che ha riscritto le regole del business dei trasporti, uno che ha preso un’attività e l’ha rivoltata come un calzino, uno che ha messo in crisi le vecchie compagnie e le ha spogliate dei loro privilegi acquisiti nei secoli… un europeo, e più precisamente un Irlandese, il sig. Michael O’Leary, proprietario di Ryan Air.
Michael ci ha aperto un mondo. Alzi la mano chi non ha preso un aereo a basso costo per farsi un giretto in Europa o in Italia. Chi di voi non ha mai detto: “Cavolo, ma costa meno che andarci in macchina…” Chi non si è fatto una vacanzina sprint con la Ryan? Un liberista innovatore che ha dato del filo da torcere, e ne sta dando ancora, a pachidermi ingessati come la nostra compagnia di bandiera. Ma vi ricordate i prezzi dei nostri voli interni prima della rivoluzione low cost? Era roba da ricchi. Oggi con 19 euro vai a Londra in Savile road, ti fai uno spinello ad Amsterdam, o ti bevi una birra a Monaco. Bravo Michael…
Bravo sì. Anzi bravino… se non fosse per quel Vizietto. Un dubbio ci assale quando scopriamo che Michael ha in Italia circa 600 dipendenti che, ovviamente, usufruiscono dei nostri servizi interni di sanità ecc. Servizi ai quali Michael non versa una lira, sorry, un euro, sostenendo che i contratti sono esteri. L’ispettorato del lavoro gli contesta 12 milioni di evasione contributiva, ma non basta, la GDF lo ritiene responsabile anche della conseguente evasione fiscale per 500 milioni di euro. Tra l’altro ha incassato 12 milioni di euro da Nichi il Pugliese Vendola, per incentivare i voli nella sua regione. Allora cosa ne esce da questa vicenda? Che per innovare bisogna barare? Che solo facendo i furbetti si può fare concorrenza ed essere liberi nei prezzi e nelle formule? Ma dove stiamo andando? Dobbiamo sempre e solo scivolare verso la magia, per far concorrenza ai competitors? Ma cosa possiamo fare? Mi viene in mente Don Marino, diceva che per combattere il diavolo bisogna essere più buoni. E non capivo bene cosa volesse dirmi.
Forse semplicemente possiamo cominciare a dare il buon esempio, facendo sapere al mondo che noi non bariamo. Viviamo nell’incertezza, ma non siamo costretti a omettere, corrompere, raccomandare, alludere. Essere più buoni per noi vuol dire usare l’ingegno Italiano del quale andiamo orgogliosi, per esportare idee e prodotti, non germi di malanni della società, virus aziendali.
Io conosco imprese con idee fantastiche, cresciute in un ambiente salubre, privo di batteri e, lasciatemelo dire, pieno di energia positiva. È difficile quando sei inguaiato da banche, fornitori e clienti col Vizietto? Lo so, cavolo se lo so. Ma proviamoci.
Accidenti, ma questo è ZERO.
Adesso che ci penso mi viene in mente il mio vecchio, gran buon vecchio. Oggi mi avrebbe detto: "Chi ha cervello lo usi.”
Grazie Pà, eri ZERO anche Tu.
Scritta il 19 Nov 2012