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Penso Positivo
Sono passato come tutti dalle forche caudine di un caldissimo e afoso luglio, arrancando come Curiosity sulla sabbia di Marte, ho spinto le mie batterie esauste a prestazioni insperate sino alla fine del mese, ho inserito la modalità risparmio energia e ho dato fondo a tutte le mie capacità organizzative per chiudere tutto il chiudibile prima di arrivare all’agognato ultimo giorno. Et voilà! Ecco il meritato periodo di ferie estive. La chiusura dell’ufficio.
Sono iniziate le vacanze estive e sia io che i miei collaboratori, proprio grazie al rush finale, eravamo abbastanza stanchi e stressati ma pieni d’iniziative e di buona volontà. Eravamo soprattutto entusiasti del fatto che si profilava un settembre pieno di lavori da svolgere e pieno di nuove attività ed iniziative.
Ma non avevo fatto i conti con L’INFORMAZIONE!
Al termine del periodo di riposo sono rientrato al lavoro ed ero terrorizzato (cosa anomala anche per un ottimista entusiasta come me!)
Paura di non avere sufficientemente lavoro, paura di non vedere accendersi come lampadine tutte le imprese che mi circondano (segno del nuovo inizio), paura di muovermi e fare qualche timida telefonata… Ma che diamine! Non è cambiato nulla dalla chiusura alla riapertura post ferie, eppure perché sono così terrorizzato?
La risposta è stata una sola: Terrorismo. Terrorismo mediatico.
Accidenti, ma è possibile che io sia stato gabbato?
La Paura è uno strumento che noi pubblicitari conosciamo bene e utilizziamo spesso, come è possibile che mi sia fatto abbindolare? Qualche esempio:
“Contorno occhi segnato dal tempo? Crema antirughe XXXX e tornerai ad essere splendente!”
Traduzione = Guarda che stai invecchiando e si vede, muoviti e fai qualcosa!
“Il vestito non ti entra più? Per non fare da tappezzeria alla prossima festa usa le pastiglie XXX e tutti torneranno a corteggiarti!”
Traduzione = Brutta cicciona, sei inguardabile! Fai qualcosa, muovi quel sederone e prova a dimagrire o resterai zitella a vita!”
Ovviamente queste sono esasperazioni e, per inciso, due normalissime rughette e qualche chilo in più noi maschietti li troviamo molto sexy!
Sicuramente non siamo in un bel periodo, e nessuno lo nega, ma come mi ha insegnato il mio papà, in tutte le cose vince il buon esempio. Se davvero vogliamo rialzare la testa in questa povera Italia devastata da quattro manipolatori finanziari, non sarebbe meglio informare anche sulla buona novella e i casi virtuosi? Abbiamo bisogno di energia, non depressione! Non sono forse più adatti allo scopo?
Non entro nel merito politico di questa azione che i media svolgono verso l’opinione pubblica, mi limito semplicemente a sottolineare che l’informazione e la comunicazione hanno una forza devastante anche su chi, come me, è avvezzo ai trucchetti e alle manipolazioni della comunicazione.
Ma se hanno una forza devastante in negativo, la possono avere altrettanto stimolante anche in positivo.
Fortunatamente pian piano mi sono reso conto di essere circondato da imprese virtuose che a calci e accidenti mandano avanti la baracca e sopravvivono magari anche producendo utile, sicuramente creando lavoro e di conseguenza consumi, malgrado tutte le gabelle che da qualche tempo a questa parte ci assalgono e ci circondano come i Lakota, i Sioux e i Cheyenne messi assieme contro il generale Custer a Little Big Horn. E noi non siamo gli indiani purtroppo…
Forse non è più tempo per diventare ricchi, forse è solo tempo per sopravvivere, ma accidenti, io di buoni esempi ne vedo tutti i giorni!
Cari Mimun and Co. sappiate che il mio telegiornale preferito aprirebbe così: “Mario ce l’ha fatta. Mario Gabbanelli delle Officine Meccaniche Riunite oggi ha chiuso un contratto con un nuovo Cliente austriaco ed è felice!”;
“Successo a Cormons! Le Manifatture Rubinacci hanno finalmente installato la nuova spianatrice ed ora, pieni di entusiasmo, affrontano il mercato tedesco. “Un successo che voglio condividere con i miei ragazzi, non avrei potuto senza di loro”, queste le parole di Marino Rubinacci”;
“La Purelli elettronica ha finalmente aperto l’asilo interno: mamme più felici passano la pausa caffè con i loro figli…”

Il resto aggiungetelo voi…
Scritta il 24 Sep 2012