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Evidente contraddizione
Mi capita di partecipare a briefing e a brainstorming, more or less Top level, dove il concept “etica” viene sbandierato up an down...
Traduzione: Mi capita di partecipare a riunioni più o meno importanti dove la parola “etica” viene sbandierata a destra e a manca e soprattutto alle riunioni dove si parla di MKTG quasi solo attraverso la terminologia markettara: vision, mission, followers…
Trovo tutto questo un po’ contraddittorio. Cosa centra con l’etica? Con ZERO? Venghino, venghino signori che vado a spiegare.
Se da una parte è vero che ogni “tribù” cerca di adottare un proprio linguaggio o modo di esprimersi per determinare una sorta di recinto protetto non accessibile a tutti, una sorta di élite della parola, un club degli imperatori (ad esempio i medici con il loro modo incomprensibile di scrivere e di descrivere, gli avvocati, i politici ecc...), dall’altra mi domando come mai chi ha fatto del comunicare il proprio lavoro utilizza un linguaggio incomprensibile ai più.
Secondo me, anche parlare una lingua difficile, sapendo (leggi sperando) di mettere in difficoltà l’interlocutore (che per ovvi motivi non lo paleserà) solo per dimostrare di saperne di più, non è Etico.
È un modo scorretto di fare le cose, tanto più che, chi si fregia di essere un professionista della comunicazione dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio.
Se il nostro interlocutore ci ha contattato per una consulenza, significa che ha fatto due semplici considerazioni:
1)Ho bisogno dell’aiuto di un professionista riguardo a un argomento sul quale non sono preparato.
2)Ritengo che il valore in danaro della nostra consulenza, valga più del danaro che ho messo a disposizione per pagare la stessa.
Il nostro progetto Zero non deve essere inteso solo come “basta tette per pubblicizzare un metronomo” ma anche e soprattutto come codice comportamentale.
Ora, l’arte di sapersi vendere è una componente importante del nostro lavoro, lo sappiamo bene noi venditori di fumo, ma è anche vero che, se mal gestita, crea danno: promesse non mantenute e obiettivi non raggiunti. Questo fa male a tutti. Crea disaffezione. Serve oggi? Non mi pare.
C’è da fare una considerazione: oggi il ventaglio delle possibili vie di aggressione di un qualsiasi mercato o le vie per fare della buona comunicazione sono davvero tante, e non si può umanamente pretendere che un’agenzia o un consulente sia in grado di conoscerle e percorrerle tutte perfettamente.
Il guaio è che chiunque ti trovi di fronte, usa quello che conosce come se fosse l’unica via per la tua definitiva beatificazione aziendale. Il verbo, la parola. Dopo di me il nulla…
Quindi il web sarà l’unica salvezza. Quindi la stampa resta l’unica cosa che funziona. Quindi i camion vela sono indispensabili e così via… ognun per sè.
Chiarezza, trasparenza, farsi capire parlando ”potabile”. Circa il 45% delle aziende produttrici di PIL in Italia sono come me, micro, piccole, medie aziende. Lasciamo i top manager al loro posto e facciamo i conti con quelli che abbiamo intorno. Ritorniamo all’italiano. MIssion è un bel film con la colonna sonora di Ennio Morricone. Vision è il mio ottico sotto casa. Redemption… me l’ha fatta fare Don Marino a 7 anni, e poi subito dopo ho fatto anche la Cresima…
Scritta il 10 May 2012