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È il tempo delle sorprese
Procede a passi spediti la Ri-evoluzione di ZERO.
La teoria di Darwin esprime un concetto molto chiaro, l’uomo si è evoluto grazie all’ambiente e alle necessità, man mano che si sono sviluppate. Nel corso degli anni le cose non sono andate diversamente, i grandi cambiamenti hanno determinato, con tempi e modalità diverse, nuovi modi di vivere, di produrre, di muoversi, di comunicare.
Le invenzioni, anche le più piccole, hanno determinato cambiamenti nella nostra vita che, a volte, hanno stravolto il nostro modo di vivere o di lavorare, addirittura di amare.
Osserviamo la nostra evoluzione a grandi passi: dal fuoco alla ruota, dal motore a vapore all’energia elettrica, al telefono, la televisione, l’aids, internet. Nello spazio che intercorre fra ognuna di queste grandi scoperte o eventi compiuti dall’umanità, esistono un’infinità di altri piccoli passi, invenzioni, scoperte, che a loro volta hanno influenzato una comunità, un settore, un’area professionale.
Ognuna di queste sorprese ha dato il via a una svolta, un cambiamento di orizzonte. Se ci facciamo caso, i nostri tempi sono caratterizzati dalla frequenza delle sorprese, che è diventata sempre più ravvicinata e sempre più specializzata.
Nel nostro sistema capitalistico (è l’unico che abbiamo) queste sorprese si rivelano una vera manna dal cielo oppure una disgrazia totale. Provate a chiederlo al Sig. Ciribiribì Kodak. Chiedetegli se la Estman Kodak abbia tratto un vantaggio dallo sviluppo delle fotocamere digitali.
Il vero genio, la vera ricetta è saper contaminare, miscelare informazioni provenienti da settori diversi, da culture diverse, per trarne il meglio e applicarle ai propri sogni.
Certe aziende e certi manager hanno intuito l’importanza dei cambiamenti, delle sorprese, taluni osservano con diffidenza le innovazioni, altri le assecondano e saggiamente cercano di addomesticarle, addestrarle ai propri usi e costumi. Altri più spregiudicati semplicemente copiano e a volte risultano agli occhi dell’opinione pubblica anche meglio di chi detiene la paternità dell’idea. Com’è possibile?
È possibile in quanto il fatto di avere costruito un’azienda, se pur dotata di una conduzione illuminata, con prodotti all’avanguardia e perfettamente allineata a un obiettivo sociale sostenibile, non è assolutamente sufficiente.
Necessiterà sempre di rendere noto la propria funzione, le proprie capacità, i propri risultati ai Clienti, ai simpatizzanti e a chi ancora non ne conosce né nome né caratteristiche.
La vera sorpresa è che il flusso d’informazione e comunicazione ha una funzione particolarmente importante nella vita di ogni azienda.
In questo sistema senza regole, non vincono sempre i buoni come nei film di Walt Disney. La competizione è ardua e tutti mettono in campo le proprie capacità al meglio, ma se fra queste non rientra la dote di saper come e dove comunicare, può rivelarsi un problema. Quante sono le imprese che, pur possedendo eccellenza di capitale intellettuale e sociale, non riescono ad emergere, anzi soffocano piagnucolando sotto il peso della depressione “non mi conosce nessuno?”
Di solito sono le stesse che si lamentano di un mercato che non funziona.
Occupandoci trasversalmente di diversi settori, posso affermare che affrontare questo cambiamento (leggi: crisi) dipende molto da quanto e da come si è lavorato sul mercato di riferimento. Spalmare le informazioni come la Nutella sul pane, potrebbe non essere stata una buona scelta, mirare con precisione chirurgica la propria comunicazione per ottimizzare costi e risultati, è compito di quei ciarlatani e azzeccagarbugli dei pubblicitari, di cui facciamo parte con enorme orgoglio. Un piano strategico, una buona immagine aziendale e pubblicitaria o semplicemente un buon consiglio, a volte possono rivelarsi… una sorpresa.
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Scritta il 22 Feb 2012